L’indagine incerta.

Luglio 15, 2008

Non vorrei dire, ma, sinceramente, non credo a tutta la paramontura che si è fatta attorno a Ottaviano Del Turco.

Credo che l’arresto nottetempo di un Presidente Regionale sia quantomai esagerato: devono veramente esserci prove inequivocabili! ( Che strano, i magistrati ci stanno dando sul PD e PdL!)

Non mi piace affatto come taluni stiano seguendo l’ onda del “partito giudiziario” e ancor di più mi insospettisce la cosa che questi “taluni” arrivino dalla magistratura che di contro non ha mai indagato sui loro trascorsi più che discutibili (mi riferisco al “mietitore”).

Forse tenderò a pensar male, ma un vecchio adagio di andreottiana memoria mi conforta non poco!

“A oggi otto”, miei appassionati lettori.


Spietatamente.

Luglio 11, 2008

Saluti, carissimi.

So perfettamente che quanto scriverò risulterà parecchio antipatico, ma è quello che molti pensano e nessuno dice.

Sapete, la povera ragazza che è stata ammazzata in Catalonia deve trovare giustizia agli occhi della Legge e spero che il suo assassino venga punito severamenete (fortuna che non l’hanno preso in Italia!).

Quindi, pace all’anima di quella poveretta, ma per carità non facciamone una santa!

Non intendo giudicare, ma com’è che era così disinvolta a scorrazzare da sola in feste dove si faceva sbaciucchiare dal primo conosciuto (ad esempio il suo assassino)?

Com’è che il suo assasino fosse imbottito di pasticche all’atto omicida (presumibilmente prese in presenza della vittima) e lei non se ne fosse fatto alcun problema, tanto da uscirci assieme per passarvi la notte?

Insomma, pace alla sua anima, ma martire non è: voleva le emozioni forti e un bastardo, purtroppo, gliene ha proposte ancora di più forti!

Non vorrei dire, ma questo è il risultato dell’essere troppo libertini. Coi tempi che corrono, se scegli certe mete e certe modalità di divertimento, questo è il rischio! Questa volta è semplicemente andata male: è parte del gioco che certi decidono di giocare e la poverina lo sapeva benissimo!

Amen!

“A oggi otto”, miei carissimi lettori.


A volte ritorno.

Luglio 9, 2008

Scusate, miei appassionati lettori, se non ho scritto per lungo tempo e non sono passato a trovarvi.

Non sono morto, nè andato in ferie: semplicemente il mio lavoro ha raggiunto il picco stagionale massimo.

Conseguentemente la mia schiena sta ululando a causa delle richiestissime 12/14 ore di lavoro giornaliere: e giù a spaccare legna, consegnare, “sgarfare” con il muletto quattro per quattro (è la parte che più mi piace :-) )!

Vi prometto che cercherò, malgrado tutto, di essere più presente.

Altro che ferie, caro “Oscar”! Magari lo fossero :-(

“A oggi otto”, miei affezionati.

P.S.: comè che risultano più visite quando non scrivo?!!!!!!!


Addio “Sergente”!

Giugno 17, 2008

E mentre oggi l’Italia si concentra su quella gran cagata della partita della Nazionale (lo scrivo maiuscolo solo perchè mi riferisco a ciò che dovrebbe rappresentare quella accozzaglia di stronzi), è morto uno che l’Italia ha contribuito a darcela libera e bella: Il Sergente Rigoni Stern, meglio conosciuto per essere l’autore de “Il Sergente nella Neve”, uno dei più eccelsi e conosciuti reduci di Russia.

Ero a conoscenza da tempo del suo stato di salute e ora, dopo tanto patire, “Il Sergente” è “andato avanti” nel Grande e Sconfinato “Paradiso di Cantore”, riunendosi per sempre ai suoi amatissimi centomila compagni che non sono più ritornati.

Signor Sergente, tutti i tuoi alpini ti piangono e per te e la tua famiglia pregano.

Un Grande Italiano si è spento, ma non la sua grande testimonianza di Pace.

Testimone del suo secolo, Alpino per l’eternità!

“Mandi”, Sergente!


A casa!

Giugno 10, 2008

A costo di sembrare antipatriottico, all’Italia (calcistica) gli sta bene!

Ci godo nel vedere la figura di quei caproni milionari che tirano calci a un pallone e nella vita non hanno mai fatto un cacchio e ancor più ci godo nella delusione di chi tifa un sistema che è uno scandalo, uno schiaffo alla miseria!

Gli “azzurri”? A casa!

Tanto, con i soldi che hanno, cosa volete che gliene freghi!


Le forme di razzismo.

Maggio 21, 2008

Perlopiù due:

Tipo A: quello che vede nel diverso e nelle minoranze un pericolo per se stessi, anche quando questo pericolo non esiste.

Tipo B: quello che riguarda il sistematico rifiuto di talune minoranze di integrarsi con i costumi e le leggi di chi li ospita e pretende di sfruttarne le fortune senza dare niente in cambio.

Sono entrambi deprecabili ed entrambi vanno combattuti con fermezza e con la forza, quando serve!

“A oggi otto”, miei appassionati lettori.


Distrutto, ma felice.

Maggio 12, 2008

Sono tornato sta notte alla una e mi sono coricato verso le due dopo una doverosa ripulita. Alle 7:00 ero già a lavoro.

Il mio libro è stato aprezzato e quello che mi riempie d’orgoglio è che sia il Generale Petti, comandante le truppe alpine, sia Ignazio, il Ministro della difesa ne hanno una copia. Che fondello incredibile!

Insomma, di difficoltà ne abbiamo trovate molte, ma non ci si può lamentare: è andata comunque bene!

“A oggi otto”, carissimi. Ora vado a coricarmi :-)


Io parto per Bassano!

Maggio 7, 2008

Già ragazzi, oggi parto per Bassano, sperando che anche la mia follia del romanzo vada bene.

Scusate se sono stato silente quest’ultima settimana, ma i preparativi fervevano.

Un bacio a tutti!

W L’Italia, W gli Alpini!


Come promesso, anche se con ritardo.

Maggio 7, 2008

Come promesso, carissimi, vi rivelo la trama del romanzo storico che ho scritto.

UNA STORIA LONTANA.

Il Capitano Cesari dell’artiglieria da montagna e Ivan, un giovane tenente dell’Armata Cosacca agli ordini di Stalin, stanno per incrociare i propri destini come suggello a una storia cominciata vent’anni prima, sui campi di battaglia di Asiago.

Infatti, in quel periodo, Cesari da giovane sottotenente degli alpini affronterà in combattimento il cugino che serviva sotto le insegne degli Asburgo. Una tragedia assai comune tra le famiglie che provenivano dalle terre di confine, come quella carnica cui i due appartenevano.

In punto di morte il cugino affiderà a Cesari la sua famiglia: la moglie, giovane cosacca che incontrò a Leopoli e il piccolo Ivan. Egli, alla fine della guerra, doveva fare in modo che i due facessero ritorno nelle vaste distese russe e così fece, mantenendo la parola data al morente.

Gli anni trascorsero e mentre Cesari continuava a servire l’Italia partecipando alle varie campagne militari in cui il regime fascista spinse la Nazione, Ivan cresceva forte e robusto sotto la tutela del nonno, un valente generale cosacco che, pur essendo diffedente verso il regime di Stalin (in cuor suo ancora fedele allo Zar), gli insegno la fedeltà alla grande madre Russia.

Divisi da migliaia di chilometri di distanza, mai avrebbero pensato che, a causa della follia dei potenti, le loro strade si sarebbero reincontrate proprio a NIKOLAJEWKA.

Affiancati dai propri uomini, ognuno portatore della storia della propria terra, si vedrà in loro uno spaccato molto ristretto e intenso della tragedia più grande che i nostri soldati hanno patito in tutta la storia militare d’Italia.

L’opera tuttavia non è strettamente storiografica: nel rispetto degli avvenimenti si ha a che fare con personaggi romanzati, pittoreschi, simpatici, burberi o spietati, alla stregua di quelli che furono i veri protagonisti della tragica RITIRATA DI RUSSIA: i nostri nonni e i nostri padri.

Il romanzo si intitola “MEMORIE DIMENTICATE” ed è magistralmente figurato da dodici tavole di un giovane fumettista di talento che studia all’Istituto d’Arte di Cordenons (PN) (anche lui sarà presente in Adunata a partire da venerdì), Isaak Field Zanetti (17 anni).

Il libro, amici, verrà offerto all’Adunata di Bassano in un piccolo stend della “Safarà” editore nella “Cittadella Alpina” in Largo Ragazzi del 99.

Ci sarò anche io ;-)

P.S.: unendo l’utile al dilettevole, per ogni copia venduta un euro andrà destinato per l’acquisto dei defibrillatori per la Protezione Civile della Sezione di Udine.

Il progetto è targato “Giovani Alpini di Udine”.

Vi aspetto :-) !


Paradossi.

Aprile 26, 2008

Ci pensavo proprio ieri, mentre mi abbuffavo a una bella tavolata di amici a casa mia (ho fatto la polenta sul fuoco nella cardera e ho aperto la cantina; gli altri mi hanno aiutato alla griglia e allo spiedo; sapeste che spanzata!): sebbene anche io mi lamenti spesso della mancanza di soldi che colpisce sempre più le famiglie (cosa molto vera), ho potuto notare che con un pò di lavoro in cucina e quattro soldi ci si fa un pranzo con i fiocchi, senza rimanere a secco nel portafoglio.

Alle volte i soldi non bastano ad arrivare a fine del mese, ma sovente è anche vero che non sappiamo spendere e per pigrizia rinunciamo al risparmio.

Per l’esattezza, il pranzo imperiale ci è costato cinque euro a testa :-)