Salute a tutti!
Oggi mi occuperò di una PdL della Lega Nord: dare un buono di 500 euro in più ai settentrionali che desiderano servire sotto gli Alpini, visto che il glorioso Corpo sta venendo snaturato da un eccessivo numero di meridionali che nulla hanno a che fare per storia e territorio con lo stesso.
Premesso che io sono Consigliere Sezionale della Sezione A.N.A. di Udine, la settima Sezione a livello di iscritti in Italia e la prima per importanza storica rispetto al Corpo degli Alpini, mi permetto di fare un paio di considerazioni a tal proposito. Per cominciare non è colpa dei meridionali se i ragazzi del settentrione non sono interessati a perpetuare un patrimonio di generazioni che fa del Corpo degli Alpini una delle formazioni militari più umane e stimate al mondo e dell’A.N.A. la più grande Associazione d’Arma e di Protezione Civile del pianeta intero. E non è propriamente colpa loro se i politici hanno trasformato l’Esercito in uno stipendificio nel quale poco rimane di veramente militare.
Semmai non sarebbe stato da abolire la Leva, la cui valenza sociologica e costituzionale la rendeva uno strumento ampiamente formativo ai fini della civile convivenza, oltre al fatto che rendeva partecipi tutti i suoi coscritti alle questioni che riguardano la savaguardia dello Stato e delle sue Istituzioni. Qui ce da dire che le uniche forze politiche che si opposero a tale scempio furono la Lega Nord e Rifondazione Comunista.
Pertanto, ai signori “padani” suggerirei una vera soluzione per evitare lo scollamento tra il Corpo e il suo territorio di origine: ogni buon leghista convinca suo figlio/a a fare un bel annetto da volontario negli Alpini, senza pretendere premi in denaro in più che sono solo mera discriminazione priva di fondamento.
Mi permetto anche di aggiungere che io ho servito a 5200 £ al giorno per dodici mesi: all’epoca equivaleva a un pacchetto di Malboro al dì!
“A oggi otto”, miei cari “leghisti”.

Ottobre 8, 2008 alle 9:06 |
Il Corpo degli Alpini non deve venir snaturato, la montagna è la montagna, ed è una cosa seria.
Se proprio la mejo gioventù meridionale è in cerca di uno stipendio in una divisa, gli venga offerta una leva in polizia che purtroppo in quei territori scarseggia.
Io ho servito per 138 lire, oppure per cinque “Nazionali”, fiammiferi, una tavoletta di cioccolata e una mignon di brandy. Bei tempi!
Ottobre 8, 2008 alle 22:57 |
Penso che l’unica cosa che farebbe bene è il ritorno della leva….penso che sia cm il servizio, qndo ci sn i soldi di mezzo le cosa si snaturalizzano, cm i fatti fanno notare.
Il servizio al proprio Paese deve essere obbligatorio, che uno lo voglia fare attraverso l’esercito o altri modi nn c’è problema, ma DEVE esserci.
Ottobre 9, 2008 alle 6:29 |
“Alessandro”: diciamo che i dati ci dicono due cose (sono statistiche ufficiali che abbiamo nell’A.N.A.): non sono moltissimi i giovani del nord che vanno a fare il militare e quei pochi non vengono convogliati negli alpini, anche se spesso è un loro desiderio (e qui ci scatta il retropensiero; appurato il fatto che comunque i “nostri” volontari non basterebbero a coprire il fabisogno del Glorioso Corpo, non sarebbe giusto decretare differenze di stipendio, ma basterebbe convogliare i settentronali che ci sono. Per il resto sono il primo a non credere a questo modello di Esercito: è più barzelletta di come lo conoscemmo noi!
“Alox”: sarò malato, ma anche qui sono in sintonia con quanto dici