Spietatamente.

Saluti, carissimi.

So perfettamente che quanto scriverò risulterà parecchio antipatico, ma è quello che molti pensano e nessuno dice.

Sapete, la povera ragazza che è stata ammazzata in Catalonia deve trovare giustizia agli occhi della Legge e spero che il suo assassino venga punito severamenete (fortuna che non l’hanno preso in Italia!).

Quindi, pace all’anima di quella poveretta, ma per carità non facciamone una santa!

Non intendo giudicare, ma com’è che era così disinvolta a scorrazzare da sola in feste dove si faceva sbaciucchiare dal primo conosciuto (ad esempio il suo assassino)?

Com’è che il suo assasino fosse imbottito di pasticche all’atto omicida (presumibilmente prese in presenza della vittima) e lei non se ne fosse fatto alcun problema, tanto da uscirci assieme per passarvi la notte?

Insomma, pace alla sua anima, ma martire non è: voleva le emozioni forti e un bastardo, purtroppo, gliene ha proposte ancora di più forti!

Non vorrei dire, ma questo è il risultato dell’essere troppo libertini. Coi tempi che corrono, se scegli certe mete e certe modalità di divertimento, questo è il rischio! Questa volta è semplicemente andata male: è parte del gioco che certi decidono di giocare e la poverina lo sapeva benissimo!

Amen!

“A oggi otto”, miei carissimi lettori.

3 Risposte a “Spietatamente.”

  1. Paso Dice:

    hai pienamente ragione!
    martirizzare è una delle cose in cui i giornalisti sono i migliori in assoluto…

  2. enrico Dice:

    in effetti non hai proprio tutti i torti. questo è un mondo difficile, complicato e a volte ci mettiamo del nostro andando incontro a rischi spaventosi. certo è anche vero che non possiamo rintanarci coi nostri figli, non mandarli più in strada o su un marciapiede, in motorino, a scuola, in discoteca. Caro amico è questione di educazione, presenza, accorgimenti, e tanto culo

  3. VoxNova Dice:

    “Paso”, si, i giornalisti sanno martirizzare, ma lo possono fare grazie al fatto che tutti noi abbiamo disperatamente bisogno di un alibi per le personali storture: insomma, non desideriamo affatto rispecchiarci in casi come quello e ci fa comodo pensare che simili comportamenti (che sono sempre più di tutti) siano cosa giusta e non pericolosi capricci.
    “Enrico”: hai toccato il punto: l’educazione ( al senso del limite). Concordo sul fatto che ci voglia tanto culo e che non ci si possa rinchiudere. Però è doveroso aprire gli occhi e vedere le cose per quello che sono, senza farsi pie illusioni!
    Alla prossima e statemi bene.

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