Se studiato nei giusti termini, il “reato di immigrazione clandestina” è sacrosanto!
Perchè due sono le cose: o siamo scemi noi a non volerlo introdurre, o sono scemi quasi tutti i restanti stati europei ad averlo introdotto o ad essere in procinto di farlo.
La terza soluzione non esiste!
“A oggi otto”, miei cari “legiferanti”.

Giugno 18, 2008 alle 23:15 |
…si nei giusti termini…ma qli sono?
Giugno 23, 2008 alle 21:25 |
secondo me il problema è in effetti trovare i giusti termini (necessari comunque)
Giugno 25, 2008 alle 16:47 |
già, quali sono? Un caro saluto
francesca
Giugno 29, 2008 alle 11:36 |
Hey boscaiolo, sarai mica andato al mare anche te?
Luglio 8, 2008 alle 16:41 |
Vox ma tu intendi gli italiani che vanno all’estero?
Luglio 9, 2008 alle 5:24 |
Saluti, carissimi e scusate per il ritardo con cui vi rispondo.
Quali sono i giusti termini?
Quelli previsti dalla legislazione spagnola da non molto tempo, o, se preferite, quelli posti dalla legge svizzera o argentina nei confronti anche dei nostri migranti. Queste ultime due sono molto più attempate, ma precise.
Se non vi gusta, a me piacciono molto anche i termini della legislazione canadese.
Come vedete, avete un’ampia scelta a cui rifarvi
“Oscar”, ma che mare! Sono a spaccare legna tutto il giorno e con essa la schiena! Dopo 12/14 ore di lavoro, in questo periodo mi è mancata la forza di scrivere
Luglio 10, 2008 alle 18:27 |
Si ok ho capito Vox….ma nn mi hai risposto….quali sono, allora, i giusti termini?
Luglio 11, 2008 alle 5:31 |
“Alox”, le legislazioni a cui mi riferisco si differenzano l’una dall’altra sul “reato di immigrazione clandestina” e lo contemplano con parametri e metri diversi.
Per me, il giusto termine è questo: se vieni in Italia da clandestino e ti pesco, ti rispedisco a casa, avendo cura di spiegarti che se ritorni clandestinamente finisci in galera a svolgere un po di utile e sano lavoro per conto dello Stato Italiano. Spiegherei anche che invece di rivolgersi agli scafisti (queste persone è chiaro che non sanno a chi rivolgersi e i criminali sguazzano), ci si rivolga ai nostri consolati per un lavoro in Italia.
Va da se, che, contemporaneamente a questa opzione repressiva, vanno potenziati e organizzati meglio i nostri macchinosi consolati (medio periodo) e fatto in modo, tramite l’impegno diretto del nostro Stato e dell’Europa, che le economie delle nazioni povere decollino (lungo periodo).
Ecco, per me, i giusti termini della questione sono questi. Il primo passo sta per essere fatto (ed è anche il più semplice), poi, c’è da spingere affinchè anche il resto sia portato avanti.
“Mandi” e stammi bene.