Cade oggi, signori, un triste anniversario: l’otto settembre 1943, il Popolo Italiano cesso di essere tale e si divise in rossi e neri. Sebbene il “palazzo” se ne sia concretamente scordato, inconsciamente ce ne fa vivere gli strascichi appellandosi a idelogie morte e sepolte.
Speriamo solo che la Beata Vergine ci metta finalmente una pezza.

Settembre 8, 2007 alle 14:31 |
Sante parole.
Incrociamo le dita.
Settembre 9, 2007 alle 14:56 |
ieri invece era una bellissima data, a balogna c’era il v-day, e uniti a favore dell’italia c’erano rossi e neri insieme a credere ad un futuro, niente bandiere e prese di posizione.
in più era un bell anniversario..l’inizio della fine di un regime e la nascita della democrazia(anche se un pò malata).
forse è questo il problema, vivere nel passato, bisogna andare avanti e leggere la situazione attuale,capendo il mondo..
Settembre 9, 2007 alle 15:25 |
Si, visto da questa prospettiva ti do volentieri ragione. E’ però un peccato che sulla scia di quella data maledetta i partiti ci giochino ancora molto durante le elezioni, senza pensare al presente come giustamente fai notare. Sarà solo un’impressione la mia ma credo sia così. Non mi spiacerebbe affatto avere torto anche su questo, credimi.
Grazie e alla prossima, carissimo “Bordeaux”.
Settembre 11, 2007 alle 8:26 |
“data maledetta?”…”triste anniversario?”…mmh rimpiangi quel tempo? o critichi quello che è stato fatto dopo?
o lo definisci così perchè dopo il Paese si è spaccato in due?
quindi non ti piace che il l’Italia presenti in se due anime contrapposte?
Bè, penso che lo sia sempre stato, ma come lo è in ogni Paese…cattolici, anarchici, socialisti riformisti, socialisti ortodossi, democratici, liberali, monarchici, massoni, comunisti, irredentisti, repubblicani….mmh questa era un po’ l’Italia prima del Fascismo.
Poi è arrivato lui e tutti sn diventati o fascisti o contro il fascismo, poi è storia che sappiamo e nn sto a dire.
Non capisco dove sia la tristezza di questa data, forse una delle poche dove l’Italia finalmente ha detto basta a una porcheria che ha portato il Paese allo stremo e al ridicolo per troppo tempo.
Settembre 11, 2007 alle 18:11 |
Caro “Alex” e valga pure per “Bordeaux”. La data a cui date tutto questo significato democratico non è l’otto settembre, ma bensì il 25 luglio oppure, a vostra scelta, il 2 giugno. A voler essere benevoli con la vostra svista vi do buono anche il 25 aprile oppure il primo maggio, ma l’otto settembre 1943 è una data infame per vari motivi, riconosciuta come tale a sinistra come a destra e i motivi non ve li enuncio, ma vi consiglio un bel libro: “L’Italia della guerra civile” di Montanelli. Volendo restare più vicino a noi e non avendo dubbi sull’area di appartenenza dello scrittore, vi consiglio “Il sangue dei vinti” di Pansa.
?
Sai, “Alex”, forse la tua memoria storica comincia a cileccare. problema di fonti
Settembre 11, 2007 alle 22:39 |
il primo l’ho letto e il secondo ho iniziato, senza riuscire a finirlo. per cui le letture le lasciamo stare e riflettiamo serenamente perchè altrimenti mi innervosisco. non mi piacciono le persone che mi considerano ignorante essendo loro per prime così.
lo so che l’8 settembre è stato drammatico per la situazione italiana, è noto, stranoto ormai, la lettura della triplice guerra civile nata da quella data. ma sicuramente c’era anche prima.
io la considero felice però perche è caduto il regime e si è aperto un quadro di molte possibilità che ha portato alla democrazia del 2 giugno. ma tutto è nato lì, e poteva finire anche diversamente, anche meglio della democrazia.
e essere liberi di esprimersi, di combattere anche guerre per la libertà, essere un POPOLO che decide, che ha il potere, è il primo passo per la democrazia.
quella è stata la data dell’inizio della democrazia che poi è stata ingabbiata in una democrazia in scatola, un pò fascista e un pò servile..
Settembre 12, 2007 alle 8:39 |
..con qualche screzio anche di comunismo mai applicato è cosa certa. Ecco, vedi, io la considero data disgraziata perchè nel dividerci tra rossi e neri, i partiti sono riusciti praticamente ad ingabbiarci in un confronto fine ai loro medesimi equilibri, dove al Popolo Sovrano non è stato lasciato poi molto da decidere. Ah, dei due libri in questione, preferisco il primo, non per contenuti ma perchè scritto in un periodo difficilissimo per trattare certi argomenti.
Saluti e stammi bene.
Settembre 12, 2007 alle 16:18 |
Bè non è che ho problemi di date o fonti varie, qllo che volevo dire e che forse, e qui la dico grossa, la guerra di Resistenza Italiana sia l’unica guerra fatta dall’Italia dove si può parlare di onore e di perseguimento di forti ideali, di liberazione dalla stretta nazi-fascista, dove insieme combatterono formazioni cattoliche, socialiste, comuniste, ecc. contro i fascisti (anche se con tutti i problemi tra di loro, strano che la sinistra non si incasini da sola).
Che poi tutto si sia concluso nella solita maniera…le solite persone sn tornate al governo e nei posti di comando, purtroppo, cavolino, è sempre la solita dannata storia .
Settembre 12, 2007 alle 19:57 |
Beh, un pò grossa l’hai detta. Non del tutto, perchè in parte condivido, ma un pò.
Vedi non sono poche nemmeno le stragi partigiane, ne i regolamenti di conti tra le varie fazioni, ne i metodi per nulla diversi da quelli fascisti che furono utilizzati. In Friuli il tasto è assai dolente. Non ti dice niente Piancavallo e Porzus? Magari “IX Corpus” ti aiuta a ricordare? Per il resto, onore a chi combattè per un’ Italia libera, questo si e ci mancherebbe!