Luci ed ombre.

Maggio 16, 2008

A un certo punto, sta storia del “Governo Ombra”, non riesco ad ignorarla nemmeno io.

Insomma, in Inghilterra non abitiamo e se proprio Maggioranza ed Opposizione sono abbastanza concordi sul da farsi che lo dicano senza troppe metafore, non vi pare? Io non ci vedrei nulla di male.

Speriamo solo che non stiano parlando di quel genere di ombre che finiscono appaiate ai tarallucci!

“A oggi otto”, miei cari lettori.


Distrutto, ma felice.

Maggio 12, 2008

Sono tornato sta notte alla una e mi sono coricato verso le due dopo una doverosa ripulita. Alle 7:00 ero già a lavoro.

Il mio libro è stato aprezzato e quello che mi riempie d’orgoglio è che sia il Generale Petti, comandante le truppe alpine, sia Ignazio, il Ministro della difesa ne hanno una copia. Che fondello incredibile!

Insomma, di difficoltà ne abbiamo trovate molte, ma non ci si può lamentare: è andata comunque bene!

“A oggi otto”, carissimi. Ora vado a coricarmi :-)


Io parto per Bassano!

Maggio 7, 2008

Già ragazzi, oggi parto per Bassano, sperando che anche la mia follia del romanzo vada bene.

Scusate se sono stato silente quest’ultima settimana, ma i preparativi fervevano.

Un bacio a tutti!

W L’Italia, W gli Alpini!


Come promesso, anche se con ritardo.

Maggio 7, 2008

Come promesso, carissimi, vi rivelo la trama del romanzo storico che ho scritto.

UNA STORIA LONTANA.

Il Capitano Cesari dell’artiglieria da montagna e Ivan, un giovane tenente dell’Armata Cosacca agli ordini di Stalin, stanno per incrociare i propri destini come suggello a una storia cominciata vent’anni prima, sui campi di battaglia di Asiago.

Infatti, in quel periodo, Cesari da giovane sottotenente degli alpini affronterà in combattimento il cugino che serviva sotto le insegne degli Asburgo. Una tragedia assai comune tra le famiglie che provenivano dalle terre di confine, come quella carnica cui i due appartenevano.

In punto di morte il cugino affiderà a Cesari la sua famiglia: la moglie, giovane cosacca che incontrò a Leopoli e il piccolo Ivan. Egli, alla fine della guerra, doveva fare in modo che i due facessero ritorno nelle vaste distese russe e così fece, mantenendo la parola data al morente.

Gli anni trascorsero e mentre Cesari continuava a servire l’Italia partecipando alle varie campagne militari in cui il regime fascista spinse la Nazione, Ivan cresceva forte e robusto sotto la tutela del nonno, un valente generale cosacco che, pur essendo diffedente verso il regime di Stalin (in cuor suo ancora fedele allo Zar), gli insegno la fedeltà alla grande madre Russia.

Divisi da migliaia di chilometri di distanza, mai avrebbero pensato che, a causa della follia dei potenti, le loro strade si sarebbero reincontrate proprio a NIKOLAJEWKA.

Affiancati dai propri uomini, ognuno portatore della storia della propria terra, si vedrà in loro uno spaccato molto ristretto e intenso della tragedia più grande che i nostri soldati hanno patito in tutta la storia militare d’Italia.

L’opera tuttavia non è strettamente storiografica: nel rispetto degli avvenimenti si ha a che fare con personaggi romanzati, pittoreschi, simpatici, burberi o spietati, alla stregua di quelli che furono i veri protagonisti della tragica RITIRATA DI RUSSIA: i nostri nonni e i nostri padri.

Il romanzo si intitola “MEMORIE DIMENTICATE” ed è magistralmente figurato da dodici tavole di un giovane fumettista di talento che studia all’Istituto d’Arte di Cordenons (PN) (anche lui sarà presente in Adunata a partire da venerdì), Isaak Field Zanetti (17 anni).

Il libro, amici, verrà offerto all’Adunata di Bassano in un piccolo stend della “Safarà” editore nella “Cittadella Alpina” in Largo Ragazzi del 99.

Ci sarò anche io ;-)

P.S.: unendo l’utile al dilettevole, per ogni copia venduta un euro andrà destinato per l’acquisto dei defibrillatori per la Protezione Civile della Sezione di Udine.

Il progetto è targato “Giovani Alpini di Udine”.

Vi aspetto :-) !


I quattro pilastri dello Stato.

Aprile 27, 2008

Saluti, miei accoliti.

Oggi vi dico quali sono i quattro pilastri fondamentali affinchè una Nazione sai tale.

Il Primato dello Stato, inteso come il primato dell’interesse generale rispetto a quello particolare;

La fedeltà allo Stato, inteso come rispetto delle Istituzioni che nessuno può permettersi di violare;

La libertà individuale, nel rispetto della Legge;

Il primato del merito, inteso come stimolo a migliorarsi, senza peraltro pretendere ugualianze sociali fittizie al di là di quelle sancite come diritti fondamentali dell’individuo.

“A oggi otto”, miei appassionati lettori.


Paradossi.

Aprile 26, 2008

Ci pensavo proprio ieri, mentre mi abbuffavo a una bella tavolata di amici a casa mia (ho fatto la polenta sul fuoco nella cardera e ho aperto la cantina; gli altri mi hanno aiutato alla griglia e allo spiedo; sapeste che spanzata!): sebbene anche io mi lamenti spesso della mancanza di soldi che colpisce sempre più le famiglie (cosa molto vera), ho potuto notare che con un pò di lavoro in cucina e quattro soldi ci si fa un pranzo con i fiocchi, senza rimanere a secco nel portafoglio.

Alle volte i soldi non bastano ad arrivare a fine del mese, ma sovente è anche vero che non sappiamo spendere e per pigrizia rinunciamo al risparmio.

Per l’esattezza, il pranzo imperiale ci è costato cinque euro a testa :-)


Revisione dell’inflazione.

Aprile 21, 2008

E poi si dice che lo Stato deve aiutare le aziende:

come è noto, i mezzi superiori alle 3,5 ton, sono soggetti alla revisione annua obbligatoria. Su questo niente da dire.

L’anno scorso iscrivere un camion alla resvisione, senza le spese di officina che sono un bel salasso, mi è costato 25 euro. Quest’anno, tanto per gradire la tariffa è di 45 euro e, onestamente, non riesco a capacitarmi di un aumento simile.

Non mi si venga a dire poi che tutti i commercianti ne approfittano, perchè di balzelli incontrollabili di questo genere le piccole imprese ne subiscono a decine!


Dalla parte di Ferrara.

Aprile 19, 2008

Non capisco affatto perchè lo si sia dipinto come colui che volesse abolire la “194″.

Non capisco cosa centrassero i diritti delle donne, se in ciò che diceva non li si metteva minimamente in discussione: si introduceva solo la problematica dei diritti del nascituro.

Non capisco perchè questo argomento abbia menato tanto scandalo, visto che partiva da tre assunti:

1) Una donna è libera di scegliere se abortire o meno;

2) La “194″ è una buona legge;

3) Lo Stato è Laico.

Infatti, ciò che diceva Ferrara era di per se una cosa semplice: uno Stato deve incentivare la vita di tutti gli individui, aiutando le madri in modo diretto per sostentare i propri figli; la denatalità implicitamente ci condannerà all’estinzione come Nazione e al declino tecnologico- industriale legato a un sempre minore numero di nuove menti.

Se ci mettiamo pure la morale, magari di stampo cattolico, non c’è nulla di scandaloso nel dire che tutte le vite vadano protette, creando le condizioni per poterlo fare. E ciò sarebbe una delle ragioni d’essere dello Stato in se; ovvero la protezione dei più deboli.

E cosa si è andato a dire? Che Ferrara voleva abolire la “194″!

Cosa non fa fare la stura ideologica!

“A oggi otto”, miei cari lettori.


Intervista.

Aprile 18, 2008

Oggi, su “Il Giornale”, riportavano l’intervista di un reduce inglese della “Grande Guerra” di 112 anni (ne restano 12 in tutto il mondo, di cui due italiani, e il più giovane è di 109; vedere ilgiornale.it). Con calma e lucidità ha parlato di quella terribile esperienza e saggiamente della guerra ha detto che dopo quella da lui combattuta non si capacitava del come potessero essene seguite altre. Inoltre quelle dei nostri giorni non le capisce: con la scenza e la tecnica odierna, avremmo dovuto essere un tutt’uno già da un pezzo.

Se mi dovesse chiedere il perchè le cose oggi non siano così, sinceramente non saprei come giustificare le nostre sciocche generazioni. Si vede che chi non prova sulla propria pelle simili cose è sempre destinato a sbatterci il muso.


“Peppone” non è morto si è solo trasferito.

Aprile 17, 2008

Finalmente ho trovato la testata giornalistica che mi ha spiegato con schiettezza (veramente io lo sapevo già da mo e i miei articoli lo dimostrano) le ragioni di “un’ estinzione”: la testata “Liberazione”.

Infatti titolava così: “Mirafiori ha bocciato l’Arcobaleno: <<Pensa solo a froci e zingari, non a noi>>.

Credo non vi sia nulla da aggiungere alla Verità!

“A oggi otto”, miei appassionati lettori.